domenica, febbraio 21, 2010 - Corriere del Mezzogiorno
«Il disavanzo della sanità campana è stato stimato in 422 milioni di euro. Ci sarà una nuova verifica a marzo: qualora fosse confermato un ulteriore peggioramento dei conti scatterà l’innalzamento delle aliquote fiscali oltre il massimo previsto».
Lo ha affermato il ministro della salute, Ferruccio Fazio, intervenuto con la ministra Mara Carfagna, capolista a Napoli del Pdl; il candidato presidente della Regione, Stefano Caldoro; il presidente della commissione sanità del Senato, Raffaele Calabrò e il parlamentare Giuseppe Scalera ad una conferenza stampa sui temi caldi della sanità campana. «Purtroppo», ha proseguito Fazio, «la Regione si è rivelata, inadempiente. Occorre subito un piano sanitario che tenga conto della riqualificazione ospedaliera, e non parlo di chiusura delle strutture». Dunque, la pagella della sanità regionale continua a registrare voti negativi, anche rispetto a Abruzzo e Sicilia, due regioni in crisi ma che, secondo il governo, stanno facendo enormi passi in avanti. In Campania, invece, «a causa di questi inadempienze è stato possibile erogare», ha precisato il ministro, «solo un terzo del previsto 20% dei fondi strutturali, quindi appena 85 milioni dei 250 che il governo aveva ipotizzato per la Campania ad inizio 2010. Fazio ha spiegato che «non esiste una informazione contabile precisa e dettagliata» e replicando al candidato del Pd, Enzo De Luca, ha detto che «non vi è alcuna discrezionalità nell’assegnazione dei fondi, ma parametri da rispettare per legge». Il ministro ha più volte ribadito come la sanità buona costi meno di quella cattiva, facendo gli esempi di Lombardia, Toscana, Emilia e Veneto: «Ho chiuso un accordo con i rappresentanti dei laboratori: il ministero ha recepito l’aumento delle tariffe di laboratorio, ma con l’impegno che sia favorito un vero processo di massa critica, di reale ribaltamento della situazione. Se finisce il fenomeno dei microlaboratori possiamo favorire tariffe più alte». Per Fazio occorre ricostruire il sistema dai conti: «La Soresa ha avviato un processo molto lento di acquisto centralizzato di beni e servizi; la spesa del personale infiermeristico è di una volta e mezzo più alta di quella media nazionale; la razionalizzazione della rete ospedaliera non è mai partita. Così, la Campania rischia di non completare l’ospedale del Mare perché la Regione non ha mai presentato i progetti esecutivi e quindi non può accedere ai fondi strutturali». Per la Carfagna «il Pdl ribalterà la situazione». Mentre Caldoro ha annunciato «la nomina di un assessore alla sanità capace, competente e moderno in grado di connettersi con le scelte del governo».
L’assessore regionale alla sanità, Mario Santangelo, ha duramente polemizzato sulla bocciatura di Fazio: «Credevo che il ministro, da tecnico, avrebbe evitato di strumentalizzare la sanità facendola entrare a gamba tesa nella campagna elettorale. Stiamo lavorando per il rientro dallo sforamento di bilancio che è cosa ben diversa dalla spesa fuori controllo. Nell’aprile 2009 la Regione ha avviato un processo di riorganizzazione strutturale che avrebbe portato per la fine del 2010 ad un pareggio di bilancio. Purtroppo, la scelta del Governo di commissariare la sanità regionale — scelta di natura politica, non dettata da esigenze di merito— ha impedito questa azione di risanamento strutturale perché ha indicato una serie di punti di intervento, a macchia di leopardo, che non rendono possibile quella riorganizzazione. Voler privare, inoltre, la Regione, dei fondi identificati come premialità e pertanto da non erogare alla Campania, certamente non aiuta il grande sforzo di commissariato e poteri ordinari. Anche sull’Ospedale del Mare», ha concluso, «è bene evitare speculazioni: i lavori stanno procedendo secondo i tempi di consegna previsti per il 2012». Gabriella Fabrocini, che con il senatore Calabrò sta lavorando ad una piattaforma programmatica sulla sanità per Caldoro, nel suo intervento di presentazione della manifestazione con Fazio, ha lanciato l’iniziativa dei «circoli del welfare, per una sanità», ha affermato, «più vicina ai reali bisogni dei cittadini»